Bacio

I ragazzi che si amano

Tempo addietro, anni fa, non saprei definire con esattezza quando ma ricordo dove, era un luogo che pareva incantato. Una persona mi accompagnò, ci accomodammo al tavolo e insieme al menù trovai un foglio di carta giallognola, era arrotolato e chiuso da un nastro rosso. Lo aprii come se fosse un regalo di compleanno e cominciai a leggere.

*“I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è soltanto la loro ombra
Che trema nel buio
Suscitando la rabbia dei passanti […]”

Non ho mai dimenticato queste parole, le ho tenute accanto e le ho nutrite per farle crescere e coglierne il significato, il mio, quello che rappresentano nella mia immaginazione. Mi piace l’idea di non esserci per nessuno, di immergersi al punto di andare oltre per superare gli inconvenienti della quotidianità. Un gesto di amore e di unione è così forte da fare scatenare la rabbia di quei passanti che si lasciano travolgere dall’amarezza e dal dolore. Anche questo fa parte della nostra vita ma I ragazzi che si baciano in piedi mi ricordano che c’è anche l’altra metà, quella cosparsa di bellezza e di meraviglia.

Mentre cammino e incontro qualcuno che lo fa sono felice. Sono un passante e la scena mi strappa un sorriso ringrazio chi ha il coraggio di baciarsi in piedi e spero che sempre più persone, a tutte le età, decidano di farlo.

*Nota: Jacques Prevert “I ragazzi che si amano”.
Nell’immagine un fotogramma tratto dal film “Colazione da Tiffany”.

La Pinacoteca di Brera

Pinacoteca_BreraUn palazzo antico sorto su un convento trecentesco in cui successivamente i Gesuiti costruirono una scuola. Diventata museo, famosa in tutto il mondo, la Pinacoteca di Brera nacque vicino all’Accademia di Belle Arti, voluta da Maria Teresa d’Austria  nel 1776, con finalità didattiche per gli studenti.
Ho avuto modo di apprezzare questa meraviglia qualche settimana fa, una sera poco prima di cena. Da fine giugno la Pinacoteca resta aperta al giovedì sera fino alle 22.15, e dalle ore 18.00 l’ingresso è consentito con soli 2 Euro. Per me è stata una sorpresa, non avevo pensato di andarci, era nella mia lista di cose da fare ma continuavo a metterla in fondo dando priorità a qualcos’altro. Mi dicevo che tanto la Pinacoteca resta lì, non è come una mostra temporanea che ha un inizio e una fine, rimandavo e mi è dispiaciuto. Mi ci hanno portata gli eventi e ne sono contenta perché l’avrei vista per la seconda volta, la vorrei rivedere per la terza e così via. È vasta, raccoglie tanti tesori, quadri che avevo visto in qualche libro d’arte e non sapevo che avrei potuto ammirare lì, dal vivo e in un luogo così vicino. Mi è piaciuto anche l’odore, quel profumo di antico, di cose vecchie e preziose che si sente quando si va a visitare una dimora storica. Ci tornerò, ho già voglia di sedermi ad apprezzare in silenzio qualcuna delle opere che più mi hanno colpita.

Nell’immagine “Il Bacio” di Francesco Hayez (particolare), custodito alla Pinacoteca di Brera.