Armonia

I ragazzi che si amano

Tempo addietro, anni fa, non saprei definire con esattezza quando ma ricordo dove, era un luogo che pareva incantato. Una persona mi accompagnò, ci accomodammo al tavolo e insieme al menù trovai un foglio di carta giallognola, era arrotolato e chiuso da un nastro rosso. Lo aprii come se fosse un regalo di compleanno e cominciai a leggere.

*“I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è soltanto la loro ombra
Che trema nel buio
Suscitando la rabbia dei passanti […]”

Non ho mai dimenticato queste parole, le ho tenute accanto e le ho nutrite per farle crescere e coglierne il significato, il mio, quello che rappresentano nella mia immaginazione. Mi piace l’idea di non esserci per nessuno, di immergersi al punto di andare oltre per superare gli inconvenienti della quotidianità. Un gesto di amore e di unione è così forte da fare scatenare la rabbia di quei passanti che si lasciano travolgere dall’amarezza e dal dolore. Anche questo fa parte della nostra vita ma I ragazzi che si baciano in piedi mi ricordano che c’è anche l’altra metà, quella cosparsa di bellezza e di meraviglia.

Mentre cammino e incontro qualcuno che lo fa sono felice. Sono un passante e la scena mi strappa un sorriso ringrazio chi ha il coraggio di baciarsi in piedi e spero che sempre più persone, a tutte le età, decidano di farlo.

*Nota: Jacques Prevert “I ragazzi che si amano”.
Nell’immagine un fotogramma tratto dal film “Colazione da Tiffany”.

La bellezza

BellezzaHo letto un brano del filosofo Umberto Galimberti [fonte: D di Repubblica, anno 19 n° 908 del 27 settembre 2014] che mi ha fatto riflettere sulla bellezza, un tema insidioso, che può essere colto con superficialità se ci si ferma all’apparenza delle cose e non si ha il coraggio di scavare.

Galimberti dice: “[…] Per cogliere la bellezza di un’esistenza non bastano le fattezze del corpo, perché queste si modificano in base allo stile della nostra vita. Ci sono esistenze che non esprimono nulla perché assopite nella bellezza avuta in dono dalla natura, così come ci sono esistenze piene di forza e di vita che affascinano per quanto sanno esprimere […]. La bellezza infatti è tale solo se trascende se stessa e rinvia a qualcosa di segreto, al di là della forma […].”

Sarebbe facile parlare di bellezza interiore. È semplice riportare le frasi fatte che si dicono agli adolescenti mentre vivono quei periodi di mutazione che spesso li rendono esteticamente terribili e soggetti alla derisione dei loro pari. È normale che una persona in divenire, come accade a chi sta crescendo, possa essere non bella. Va però detto che non si tratta di una condizione perpetua ma di uno stato momentaneo che potrà cambiare. Il senso che colgo nelle parole del filosofo è più profondo e mi fa pensare al percorso che ogni persona può fare per trovare quella serenità che è il risultato di ciò che si desidera essere. La bellezza in questo senso è la manifestazione dell’equilibrio interiore di un individuo, la conquista fatta attraverso la consapevolezza, la luce ritrovata che viene fatta brillare dentro e fuori. Una luce che attrae gli altri, che scalda e che fa sentire al sicuro. Questa è la bellezza che troviamo nel prossimo, sentiamo che c’è armonia. Si tratta di note che vengono suonate con una melodia che ci coinvolge e ci fa stare bene, siamo in sintonia. L’altro ci appare bello e la sua gradevolezza estetica è la manifestazione di un meraviglioso concerto interiore.

Nell’immagine: Nascita di Venere (particolare), Sandro Botticelli. Galleria degli Uffizi, Firenze.