Sono andata in pizzeria con la mia amica R. e di fronte al menù mi ha stupita perché ha scelto la pizza top secret, quella di cui non vengono rivelati gli ingredienti. Lei che è una da pizza margherita, al più va su una classica prosciutto e funghi, si è lasciata convincere dalla proposta del locale. A onor del vero, prima di fare la sua scelta definitiva, ha voluto una breve intervista con il pizzaiolo per estorcergli qualche informazione. Niente da fare, lui è stato fedele al segreto e le ha fatto una semplice domanda, ha chiesto a lei di elencare qualcosa che non le piacesse, così si sarebbe regolato. Di fronte a tale richiesta R. non ha avuto molto da dire, sembrava che le piacesse tutto, ci ha pensato e poi ha fatto riferimento all’aglio, quello no, ha detto con fermezza. Abbiamo iniziato a chiacchierare e nell’attesa R. si è distratta. Poi la pizza è arrivata e R. mi ha preso la mano mentre ispezionava il suo piatto cercando di individuare ogni singolo ingrediente. Esame passato, ha iniziato a mangiare contenta della sua scelta. Anche io ero contenta della mia scelta, avevo optato per qualcosa di noto e confortevole ed ero sicura che sarei stata a mio agio.
È facile scegliere ciò che conosciamo ma cosa ci perdiamo non scegliendo ciò che non conosciamo? Tornando a casa ci ho pensato e mi sono detta che dovrei provare qualche pizza strana, qualcosa che non ho mai mangiato.
Cambiare
Storie di cambiamento
Cambiare il programma della giornata, spostare una riunione e rivedere l’agenda, non sembra difficile. A volte è una scocciatura, si preferirebbe qualcosa di più lineare ma resta un’attività gestibile. Cambiare i programmi della propria serata può creare un piccolo scompenso che però si può superare; un po’ di broncio, una piccola imprecazione e dopo poco non ci si pensa più. Cambiare le proprie amicizie, cambiare casa, lavoro, scuola, marito, compagno…Queste sono invece attività molto impegnative che possono lasciare il segno.
La mia amica S. mi ha raccontato una tecnica interessante che, nel suo caso, ha funzionato. Dice che il segreto è parlare e agire come se quel tipo di cambiamento fosse già in atto. Lei voleva fare l’imprenditrice ma le mancava il coraggio, aveva paura delle responsabilità e per un lungo periodo ha preferito la vita da dipendente in azienda. Un giorno, dopo avere imparato la tecnica, ha cominciato a dire a tutti che lei era un imprenditrice. Ogni occasione era buona per esercitarsi, al supermercato, in coda alle poste, sul treno, appena aveva l’occasione di parlare con qualcuno metteva in evidenza la sua nuova professione e spiava la reazione degli altri. Dopo poco tempo il racconto è diventato realtà e S. è diventata un’imprenditrice. Oggi è felice, ha molto lavoro, le responsabilità sono tante e la burocrazia può essere snervante ma quando guardo S. vedo la gioia dipinta sul suo volto. Sono orgogliosa di S. perché ha avuto il coraggio di cambiare, ha sentito il desiderio di farlo e si è dedicata al suo progetto. La tecnica di cui mi ha parlato probabilmente è servita per darle il tempo necessario per coltivare il suo coraggio, per farle fare i necessari respiri prima di buttarsi nella sua nuova avventura. In ogni caso S. l’ha fatto e mi piace portarla come esempio perché cambiare fa bene.