Milano

Corso Garibaldi

Corso_GaribaldiNon so più come fosse un tempo questo Corso. Ho un ricordo molto appannato di quando era una strada piena di macchine parcheggiate anche sui marciapiedi; un amico abitava lì, rammento quel portone di legno dipinto di un colore chiaro e la fatica che si faceva a trovare un posto in cui lasciare l’auto ogni volta che mi invitava a casa. Ho in mente una strada buia simile a quelle dei paesi dove alle dieci di sera non c’è più in giro nessuno. Oggi Corso Garibaldi è un luogo diverso. L’area  è quasi totalmente pedonale, i marciapiedi sono ampi e c’è gente che riempie i locali; di giorno e di sera ci sono persone che passeggiano o che si siedono fuori, nei tavolini dei caffè o dei ristoranti. Ci vado con la bicicletta, la parcheggio nella rastrelliera che c’è all’inizio della via e cammino avanti e indietro. Guardo le vetrine, osservo i volti dei passanti, mi soffermo in qualche punto e ogni volta scopro qualcosa di nuovo: la chiesa di San Simpliciano, il vecchio teatro Fossati, un negozio di oggetti vintage, una bottega storica, una nicchia che conduce a un parco quasi nascosto dove le persone non pensano di addentrasi. Cammino e penso, questo è l’effetto che mi fa questo Corso. Mi aiuta a mettere in fila i pensieri, a capire quanto sia bella questa città e quanto sia mutevole, in grado di metamorfosi continue che le donano una luce diversa e la rendono accogliente per chi ha voglia di scoprirla.

Al circolo dei lettori

Circolo_lettoriHo frequentato spesso gli incontri al Circolo dei lettori presso la Fondazione Pini di Milano e ho sempre trovato un ottimo contenuto. Il programma è studiato con cura e si ha l’occasione di assistere a conversazioni ricche di stimoli, su cui si potrebbe stare a riflettere per giornate intere, avendone il tempo. L’ultimo incontro però è andato oltre le mie aspettative e va segnalato per l’eccellenza di chi l’ha condotto e per la passione che ha saputo scatenare nel pubblico presente. Mi riferisco a Lolita: un viaggio attraverso le parole di Vladimir Nabokov che ha dipinto con maestria i miti e i tabù moderni di un’America degli anni ’50. Sono uscita dal Circolo con il desiderio di leggere ancora quel libro e con la consapevolezza di quanto mi sono persa in occasione di una prima lettura, inevitabilmente superflua e approssimativa. Certi classici restano, sono eterni, vanno riletti periodicamente, e ogni volta possiamo coglierne un pezzo in più, che affiora dalle pagine a ricordarci che nel frattempo anche noi siamo cambiati.

Il Circolo dei lettori si trova in Corso Garibaldi 2 a Milano.