Milano

A cena dalle ragazze

Ho incontrato i personaggi, ho sentito che avevano voglia di dire qualche cosa, e ho voluto dare voce alla loro esperienza. Inizia così questa storia estiva che vi accompagnerà per alcune settimane.
Le protagoniste sono quattro donne che avranno modo di presentarsi e di spiegare che cosa le ha unite, sullo sfondo c’è Milano con la vita di quartiere, la sua tipica operosità e lo spirito d’iniziativa.

Oggi ascoltiamo Viola >> Leggi.

La parola passa a Milvia >> Leggi.

Sentiamo cosa ci racconta Emma >> Leggi.

Rosa si presenta >> Leggi

Corso Garibaldi

Corso_GaribaldiNon so più come fosse un tempo questo Corso. Ho un ricordo molto appannato di quando era una strada piena di macchine parcheggiate anche sui marciapiedi; un amico abitava lì, rammento quel portone di legno dipinto di un colore chiaro e la fatica che si faceva a trovare un posto in cui lasciare l’auto ogni volta che mi invitava a casa. Ho in mente una strada buia simile a quelle dei paesi dove alle dieci di sera non c’è più in giro nessuno. Oggi Corso Garibaldi è un luogo diverso. L’area  è quasi totalmente pedonale, i marciapiedi sono ampi e c’è gente che riempie i locali; di giorno e di sera ci sono persone che passeggiano o che si siedono fuori, nei tavolini dei caffè o dei ristoranti. Ci vado con la bicicletta, la parcheggio nella rastrelliera che c’è all’inizio della via e cammino avanti e indietro. Guardo le vetrine, osservo i volti dei passanti, mi soffermo in qualche punto e ogni volta scopro qualcosa di nuovo: la chiesa di San Simpliciano, il vecchio teatro Fossati, un negozio di oggetti vintage, una bottega storica, una nicchia che conduce a un parco quasi nascosto dove le persone non pensano di addentrasi. Cammino e penso, questo è l’effetto che mi fa questo Corso. Mi aiuta a mettere in fila i pensieri, a capire quanto sia bella questa città e quanto sia mutevole, in grado di metamorfosi continue che le donano una luce diversa e la rendono accogliente per chi ha voglia di scoprirla.