Nonna

Il ricordo delle spezie

Spezie“Brocca e cannella!” Era la raccomandazione che faceva mia nonna quando mi dava le indicazioni per la ricetta del ragù; con il termine “brocca” s’intendono i chiodi di garofano, era il suo modo dialettale per riferirsi a questa spezia. Il suo segreto per un buon ragù era questo e, se il suo umore lo suggeriva, aggiungeva la noce moscata. Ricordo la sua cucina piena di vasetti nei quali immaginavo ci fossero intrugli di ogni specie; nel tempo ho sviluppato un mio gusto per le spezie e ne ho provate altre che mia nonna non ha mai conosciuto. Ce ne sono alcune che ho imparato ad apprezzare grazie ai miei viaggi, il colombo ad esempio è diffusa nella cucina creola e si trova spesso anche nel sud della Francia. Ricordo di averla comprata in un mercato di Saint-Tropez diversi anni fa. Conservo anche io i miei vasetti e ogni tanto li apro, li annuso, chiudo gli occhi e scelgo qualcosa da ricordare.
Ho pensato spesso al mio utilizzo delle spezie e credo che sia molto condizionato dal ricordo; mi sono resa conto che mi capita di utilizzare una determinata spezia non tanto per cercare un’armonia di sapori ma per evocare qualcosa di piacevole. Il sapore della spezia, e il profumo che scatena nel piatto e tra le mura, mi conduce a una situazione, a un momento in cui sono stata felice. La spezia è come un attivatore; io annuso e la banca dati dei miei ricordi mi propone un risultato. I chiodi di garofano sono la mia infanzia, li utilizzo quando ho voglia di sentire la voce di mia nonna che mi chiama per la merenda. La cannella è Natale con gli amici, la utilizziamo spesso per abbellire i doni o per insaporire un cocktail. Il colombo è vacanza, mare e sole. La curcuma è India, non ci sono mai stata ma mi evoca il calore e la gentilezza di quel popolo. Mediterò sulle altre spezie, non ho ancora pensato al curry.

I consigli della Rezdora (ovvero I trucchi del mestiere)

ConsigliCi sono alcuni consigli, non scritti sulle ricette, che sono utili alla buona riuscita di un piatto. Di seguito ne riporto alcuni, quelli che ricordo e che mi sono stati raccontati dalla nonna.

  • Aggiungere il sale all’acqua di cottura della pasta solo quando va in ebollizione. Senza il sale l’acqua bolle prima e in questo modo il sale si scioglie subito e non si deposita sul fondo.
  • Per una cottura al dente potete fare scorrere un po’ di acqua fredda sulla pasta una volta che l’avete versata nello scolapasta. In questo modo la cottura si ferma  e la pasta resta al dente anche dopo averla ripassata in padella.
  • E’ fondamentale amalgamare sempre la pasta con il suo condimento prima di servirla. Per un gradevole risultato è bene mettere la pasta in una padella con il condimento e farla andare a fuoco lento per qualche minuto per fare evaporare completamente l’acqua di cottura e per ottenere un’armonia di gusti.