Peperoncino

Elogio al peperone

Mi piacciono i colori, ci sono quelli definiti: rossi, gialli o verdi; e quelli indecisi che preferiscono la sfumatura alla scelta netta. Ho scoperto dei verdi con delle sfumature gialle, i rossi che virano al giallo o forse è il contrario? Chi può dirlo. Amo il sapore, è deciso ed è distinguibile anche se accompagnato ad altro. Non sono una sostenitrice del piccante quindi prediligo quelli dolci e me ne sto alla larga dai classici peperoncini, non perché li disprezzi ma per una questione di gestione delle papille gustative, probabilmente un limite che non ho superato ma il piccante è troppo per me. Li mangio crudi in insalata o cotti: preparati al forno, stufati o messi sott’olio. È una verdura versatile che si presta a diverse combinazioni ma quando decido che è il momento di dedicarmi a questo elemento scelgo la peperonata, la regina delle cene estive, quelle in cui si stuzzica un po’ di tutto con la scusa che c’è caldo. Ecco la mia ricetta.

Parentesi

ParentesiUn’insegna azzurra ha attirato la mia attenzione nelle scorse settimane. Ho visto quel colore vivo e rassicurante che illuminava la strada di sera, mi sono fermata a leggere e il nome diceva: parentesi. Ho guardato l’ingresso e ho letto un meraviglioso menù appeso al vetro. Così ho deciso di provare. L’atmosfera è accogliente e il personale è gentile e coccola l’ospite proprio come se quei due segni della parentesi fossero un abbraccio. Il cibo è ottimo, la composizione del menù denota la ricerca di abbinamenti tra ingredienti che, pur essendo semplici e tradizionali, non sempre s’incontrano. Così nasce ad esempio lo sposalizio fra il formaggio di capra e la granella di nocciole o fra il confit di pere e il peperoncino. Ho apprezzato anche la citazione di un piatto classico come la carbonara che qui viene reinterpretata con il rispetto di chi vuole rendere contemporaneo un gusto antico sapendo preservare la tradizione.

L’immagine è stata presa dal website del Ristorante.