Autore: Ratatuia Metropolitana

Franciacorta

IMG_3216Mi piace la campagna. Amo il paesaggio che regala e la vicinanza che fa sentire con la terra e con i frutti della natura. Mi piace il clima, che sa essere caldo quando il sole è vivido ma può rinfrescare verso l’imbrunire o all’ombra di un albero alto e avvolgente. Nelle scorse settimane ho avuto l’occasione di passare qualche giorno in Franciacorta: un’area collinare nella provincia di Brescia che confina con l’estremità meridionale del Lago d’Iseo; lì ho gustato il piacere di ampi orizzonti e il profumo dell’erba e dei fiori. Il luogo è rinomato per i suoi vini e il paesaggio è ricco di vigneti che si sviluppano con rigore, filari di vite ordinati che accompagnano le lunghe passeggiate interrotte da soste tra una cantina e l’altra. IMG_3223Sono entrata nell’azienda agricola Barone Pizzini dove mi hanno mostrato come producono il vino, dalla vendemmia fino alla bottiglia pronta per essere stappata. Il processo è lungo: c’è un passaggio nelle grandi botti e poi nelle bottiglie che trascorrono un tempo adagiate in orizzontale prima di guadagnare la posizione diagonale, una lunga attesa prima della degustazione perché il vino deve riposare per ritrovare il suo equilibrio. Al ritorno ho pensato alla somiglianza con l’uomo, al tempo che trascorre, alla crescita necessaria per trovare la propria dimensione. In fondo si dice che il buon vino è quello invecchiato bene, in un luogo confortevole e conciliante. Per l’uomo è un posto da scoprire, dentro ognuno di noi.

La ciclabile a Milano

CiclabileLa convivenza fra ciclisti e pedoni non è sempre facile. Negli ultimi tempi la città si è arricchita di piste dedicate a chi ama pedalare ma spesso i circuiti si intersecano con le aree dedicate a chi cammina e va di fretta. In quei punti d’intersezione può avvenire lo scontro, capita l’incomprensione, un po’ come quando si abita in uno spazio di pochi metri e si deve imparare a condividere. L’altro giorno ho assistito a due scene simili ma diverse nella reazione. Un ciclista che andava veloce ha incrociato una ragazza che passeggiava a passo sostenuto mentre ascoltava la musica nelle cuffie. Entrambi, probabilmente presi dallo spavento, hanno urlato l’uno contro l’altra e la cosa è finita a insulti. Dopo pochi metri un altro ciclista stava per colpire un giovane ragazzo che aveva l’aria sognante e camminava lentamente guardandosi intorno. Aveva lo sguardo di chi era appena arrivato e stava esplorando il posto, forse era un turista. Il ciclista si è fermato per tempo e ha lasciato passare il ragazzo che l’ha guardato e, in un italiano stentato, ha detto grazie. Forse questo ciclista ha perso qualche secondo del suo tempo ma ha guadagnato la gioia di un ringraziamento.