Autore: Ratatuia Metropolitana

Insalata di riso vivace

Insalata_risoIl Contesto. L’insalata di riso apre la stagione estiva. E’ il piatto che inaugura il periodo caldo in cui è difficile passare tanto tempo ai fornelli, si investe un’oretta in cucina e si vive di rendita per alcuni giorni. Il richiamo all’estate è dovuto anche ai colori, se si scelgono le giuste gamme cromatiche si ha la sensazione di un tuffo in un prato pieno di fiori. La ricetta può essere versatile, il riso si accompagna con tante cose e a volte ci si fa prendere la mano. Forse la cosa più difficile è trovare il modo per non esagerare e non trasformare un piatto allegro e gustoso in un festival di sapori disarmonici. Vi propongo in questa ricetta il mio personale punto di equilibrio.

Creare spazio

CreareSpazioIl caldo è arrivato all’improvviso e ci ha sorpreso impreparati, con un abbigliamento non ancora adeguato. Era primavera fino a pochi giorni fa e oggi dobbiamo correre ai ripari cercando canottiere e sandali in fondo all’armadio, il nostro alleato che possiamo amare ma anche odiare. Il rammarico nei suoi confronti arriva quando ci troviamo di fronte al cambio, spostare i capi da sopra a sotto, l’attività più faticosa che ci sia (almeno per me) e che metterebbe a dura prova anche i maestri dell’organizzazione. C’è quel momento drammatico in cui ci si guarda intorno e si vedono solo: montagne di vestiti accatastate, scatole di scarpe ammonticchiate, appendi abiti sparsi per terra. Si arriva alla disperazione e sembra che non vedremo mai più la luce, e proprio in quel momento appaiono i capi dimenticati. Quel paio di pantaloni con un taglio fuori moda, quella giacca stile inglese che non avete più voglia di mettere, quella camicia in voile che vi piaceva tanto ma che ormai non vi sta più bene. Oppure c’è quel vestitino attillato, diventato forse troppo corto, vi chiedete se valga la pena tenerlo o se sia bene buttarlo. In quel momento arrivano i ricordi, vi passa davanti il film delle volte in cui avete indossato quella cosa, provate nuovamente le emozioni che avevate vissuto, magari durante un incontro particolare.

Questa è la fine. Io so che quando arrivo a quel punto non c’è verso di buttare via niente. Resto qualche minuto seduta sul letto con il capo incriminato fra le mani. Mi alzo e decido di provarlo per un’ultima volta prima di decidere, mi guardo allo specchio. Provo una scarpa a tema, che possa valorizzare l’abito. Mi siedo di nuovo sul letto e penso. Se voglio comprare qualcosa di nuovo è necessario eliminare e creare spazio. In generale è così, per fare entrare il nuovo serve spazio. La pulizia e l’ordine hanno lo scopo di creare un posto libero per ciò che ancora non conosciamo ma arriverà. Allora decido. Tolgo quello che avevo indossato, lo ripiego per bene, lo tengo ancora un po’ tra le mani per ringraziarlo del tempo che ha passato con me e lo poso in un sacco che porterò a chi ne ha bisogno.