Pensare

Cattura qualche spunto per una riflessione

Sapere ringraziare

RingraziareIl ringraziamento è spesso un gesto meccanico, viene dalla buona educazione. Si ringrazia quando qualcuno fa qualcosa di bello per noi: un regalo, un gesto gentile, un pensiero amichevole. Non siamo abituati a ringraziare chi ci ha provocato dolore. A volte la vita ci riserva episodi spiacevoli. Spesso la sofferenza accompagna ciò che ci accade in quei momenti difficili. Finiamo per incolpare gli altri, coloro che sono attori di quell’episodio, attribuendogli il ruolo di chi ci sta facendo stare male. In quei casi sarebbe invece necessario ringraziare chi è stato la causa della nostra sofferenza perché quella sofferenza arriva per farci crescere, per dare una svolta in un momento in cui è necessario muoversi, per andare avanti riuscendo a cambiare o per lo meno a fare tesoro di ciò che il dolore provato ci ha insegnato. Siamo diventati più ricchi perché è aumentata la nostra consapevolezza e le persone che ce l’hanno consentito vanno ringraziate.

Gutta cavat lapidem

GuttaLa locuzione latina (citazione da Wikipedia) tradotta letteralmente significa: la roccia perfora la pietra, è un’esortazione a ricordare che con una ferrea volontà si possono conseguire obiettivi altrimenti impossibili. Oltre alla volontà serve anche un altro fondamentale elemento che è la pazienza, spesso si ha fretta di arrivare al punto e si preferisce correre sfuggendo al tempo che servirebbe per fare una valutazione accurata. Altre volte si molla troppo in fretta perché si crede che ciò che si vuole non arriverà. Attendere con pazienza, sapere esercitare questa virtù e dare alla propria azione la forma dell’apparente non azione può essere un modo per arrivare alla meta desiderata; come la roccia che sa che servirà un tempo necessario perché si manifesti il risultato.