Pensierino

Ci pagano per usare la fantasia

fantasia_2L’ha detto l’altro giorno un mio collaboratore in occasione di una riunione di progetto. Eravamo tutti sotto pressione, c’era una scadenza da rispettare e ci serviva un’idea che ci consentisse di soddisfare, in tempi rapidi, la richiesta di un cliente. Questa frase è stata la molla: “Dai ragazzi, in fondo ci pagano per utilizzare la nostra fantasia!” Dopo qualche istante di silenzio, le persone sedute al tavolo hanno cambiato espressione, ho visto dei volti sorridenti e nella stanza hanno cominciato a circolare idee molto buone. Le abbiamo messe insieme e abbiamo formulato una soluzione che è piaciuta e ci ha permesso di andare avanti sul nostro progetto.

Ho continuato a pensare a quell’episodio, al potere di quella frase che, in poco tempo, è stata in grado di cambiare il clima, l’atmosfera e il risultato di una riunione. Credo che il merito sia da attribuire a un paio di componenti. La fantasia rientra tra le parole “belle”, il suo suono ci porta a pensare alla libertà, stimola la nostra parte più creativa e ci mette di buonumore. Questa è la prima componente, ho esaminato la situazione e ho realizzato che quella parola, pronunciata con enfasi e con convinzione, ha predisposto le persone consentendo loro di dare forma a dei pensieri. L’altro aspetto chiave è la gratitudine, ci si sente fortunati a pensare di ricevere un compenso per qualcosa che troviamo divertente e non ci costa fatica; questo ci motiva e ci stimola a dare il massimo.

Devo ricordarmi di trovare le parole giuste, mi sono segnata questo appunto dopo quell’episodio.

Paura di volere

paura_volereEsiste un’età per avere dei desideri? Ci ho pensato qualche giorno fa mentre ascoltavo l’elenco dei sogni di una mia collaboratrice molto giovane. Di fronte al suo entusiasmo mi sono chiesta se il tempo, e la consapevolezza di averne ancora tanto da utilizzare, sia un elemento necessario per potere desiderare. Non lo credo, in ogni istante della nostra vita possiamo desiderare qualche cosa e metterci tutto il nostro impegno per realizzarla. La questione però si complica di fronte alla volontà. Dopo avere definito il desiderio è necessario volere che si realizzi; spesso la fase più difficile è direzionare il nostro impegno per dare concretezza al pensiero. A volte ci blocchiamo, ci censuriamo, ci giudichiamo e siamo pessimisti. Effetto della paura? Credo di sì. La realizzazione dei propri sogni è spesso impegnativa, non solo durante il cammino necessario per arrivarci ma anche dopo, quando dobbiamo fare i conti con qualcosa di diverso, con un mutamento che ci porta dei cambiamenti sia fuori che dentro. Ma vogliamo parlare della gioia? Di quella soddisfazione che ci arriva quando siamo stati in grado di avere il coraggio per volere? Credo che questa sia la ricompensa migliore, l’antidoto più potente per la paura.
Alla fine della conversazione con la mia collaboratrice mi sono fatta un appunto, mi sono scritta che non devo mai scordare di volere e, per dare più enfasi al momento, ho segnato anche la fase di Vittorio Alfieri “vòlli, e vòlli sèmpre, e fortissimaménte vòlli”.

Nell’immagine “The Son of Man”, Renè Magritte 1964.