David Cronenberg è un regista che sa lasciare scossi gli spettatori. Questo film lascia addosso la sensazione di essere stati schiacciati verso una parete di vetro che consente di vedere al di là ma, in qualche modo, ci trattiene al di qua e ci fa percepire come sia difficile il percorso della ricerca di noi stessi. I protagonisti della storia sono persone prive dello strato dell’essere, non sanno chi sono e rimangono in balia di questa disperazione cercando l’affermazione del sé attraverso l’apparire e il potere. Il sistema di valori viene sovvertito e difficilmente si trova una speranza per andare avanti qui, nella vita di ogni giorno, se non si passa attraverso la consapevolezza. L’interpretazione di Julianne Moore è eccezionale, il film è bello ma molto forte, da vedere in uno stato emotivo stabile.
Cinema
Locke: 90 minuti per agire
Questo film è appena uscito e ha una distribuzione misurata, si può vedere in pochi e selezionati cinema della città. È originale e fuori dagli schemi poiché l’unico protagonista è Ivan Locke che si cimenta in un viaggio di un’ora e mezza in auto che è la durata del film in tempo reale. Durante il percorso però succede qualcosa: Locke decide di agire, ha preso delle decisioni, si è preso una responsabilità e vuole andare fino in fondo restando fedele a sé stesso e a quella che ritiene essere la strada giusta per lui. Lo spettatore, almeno per me è stato così, resta incollato alla sedia per tutto il film e assiste con emozione al tragitto del protagonista tifando per lui e tenendogli la mano per sostenerlo.