Amore

I sapori della Francia: la violetta

ViolettaA Tourrettes la coltivazione della violetta iniziò alla fine del 1800. Il fiore, diventato simbolo del luogo, viene utilizzato sia per produrre profumi ed essenze che per la gastronomia; una delle marmellate più buone che abbia mai assaggiato è proprio quella alla violetta. A questo fiore è stato dedicato un museo nel quale è possibile apprezzare la storia locale e il forte legame tra la coltivazione e il villaggio. Durante il tempo che ho trascorso in questo luogo ho voluto approfondirne il significato e la visita al museo mi ha aiutato a cogliere una simbologia che non conoscevo.

(Citazione tratta dagli scritti del museo della violetta) In ragione del suo colore viola, ottenuto mescolando il rosso, che richiama la parte più intima della terra, e il blu che richiama il cielo, il fiore è stato da sempre associato al passaggio fra i due mondi. Una leggenda tedesca racconta che tre angeli che accompagnavano una giovane fanciulla nell’altro mondo le fecero un copricapo di violette per facilitarle il passaggio. Questa storia conferma l’antica credenza secondo cui il profumo della violetta è uno dei mezzi per comunicare con l’aldilà. La simbologia della violetta abbraccia culture e tradizioni che hanno a che fare con il mito e con le credenze cristiane. Si dice ad esempio che Vulcano, il dio fabbro, non riuscì ad ottenere un bacio da Venere fino al giorno in cui si profumò con la violetta. Una credenza cristiana sostiene inoltre  che Adamo, dopo essere stato cacciato dal Paradiso, versò lacrime che di fronte al sole si trasformarono in violette. Nel tempo questo fiore è diventato il simbolo della fedeltà e dell’amore insieme all’umiltà e alla purezza e forse per questo da anni ormai il fiore testimonia la promessa di amore eterno.

Sapere ringraziare

RingraziareIl ringraziamento è spesso un gesto meccanico, viene dalla buona educazione. Si ringrazia quando qualcuno fa qualcosa di bello per noi: un regalo, un gesto gentile, un pensiero amichevole. Non siamo abituati a ringraziare chi ci ha provocato dolore. A volte la vita ci riserva episodi spiacevoli. Spesso la sofferenza accompagna ciò che ci accade in quei momenti difficili. Finiamo per incolpare gli altri, coloro che sono attori di quell’episodio, attribuendogli il ruolo di chi ci sta facendo stare male. In quei casi sarebbe invece necessario ringraziare chi è stato la causa della nostra sofferenza perché quella sofferenza arriva per farci crescere, per dare una svolta in un momento in cui è necessario muoversi, per andare avanti riuscendo a cambiare o per lo meno a fare tesoro di ciò che il dolore provato ci ha insegnato. Siamo diventati più ricchi perché è aumentata la nostra consapevolezza e le persone che ce l’hanno consentito vanno ringraziate.