Esperienza

Creare spazio

Creare_spazio“La vita è lunga.” È la risposta che mi ha dato la mia amica S., me l’ha detto con certezza serafica quando mi sono complimentata con lei per la sua capacità di avere degli spazi vuoti, sugli scaffali e all’interno dei mobili della sua abitazione.
Ho avuto modo di vivere a casa della mia amica per qualche giorno, lei era partita e io avevo bisogno di un appoggio temporaneo. Mi sono trasferita e, in uno spazio non mio, ho dovuto cercare le cose. Ho aperto la dispensa, ho trovato quello che mi serviva, tutto era sistemato perfettamente e ricopriva la metà dello spazio disponibile. All’interno di un mobile che ha tre scaffali solo due erano occupati, il terzo era vuoto, in attesa. Lo stesso vale per l’armadio, pieno solo a tre quarti, con un’area pronta ad accogliere ciò che verrà. Anche la libreria, che veste un’intera parete, era organizzata con equilibrio tra l’archivio di ciò che è stato e aree pronte per ospitare il futuro.
Ho pensato alla mia libreria, satura, spesso a causa di oggetti dei quali non sono mai stata padrona e che, per pigrizia, ho rinunciato a smaltire. L’ho fatto. Ho creato spazio. È stato un lavoro impegnativo ma mi ha portato una grande soddisfazione e, mentre componevo il nuovo ambiente, mi sono resa conto che la mia attenzione è andata sul vuoto e non più sul pieno, come mi capitava un tempo. Ho volutamente cercato di dare spazio al vuoto, a ciò che potrà esserci, a quello che arriverà solo nel momento in cui avrò la giusta predisposizione per accoglierlo.
Mi è venuto in mente un quadro di Piet Mondrian, uno dei tanti dipinti composti da rettangoli colorati intervallati da quelli bianchi. Lascio agli esperti la spiegazione didattica, io mi accontento di condividere il senso che ci ho trovato, quello che è stato utile per me e che risiede in quel bianco. È quello ciò che più importa, un’area pronta a ospitare, uno spazio candido nel quale dipingere ciò che desidero.

Nell’immagine una riproduzione ispirata a una delle composizioni di Piet Mondrian.

Percorsi alternativi

Ricalcolo_1La pioggia milanese mi costringe a utilizzare i mezzi pubblici abbandonando, temporaneamente, la mia amata bicicletta. Insieme alla pioggia ci si mettono i lavori in corso su alcune strade e le conseguenti deviazioni dei tram su percorsi diversi ogni giorno. Nell’ultima settimana ho dovuto scatenare la mia creatività per spostarmi, ho cercato nuove combinazioni: passante, metro, tram, bus sostitutivi. In apparenza sembrava un disagio ma poi l’ho presa come un gioco. Mi sono detta che ci doveva pur essere una spiegazione a tutto questo cambiamento, forse era necessario che io guardassi meglio ciò che avevo intorno. Ho fatto così, ho sperimentato e ho osservato. Mi sono resa conto che ci sono tante strade per arrivare allo steso punto. La meta si può raggiungere con percorsi diretti o tortuosi ma se l’obiettivo finale è chiaro, se si vuole davvero arrivare là, prima o poi lo si raggiunge e ciò che c’è in mezzo serve ad arricchire la nostra esperienza.