Tempo

La pioggia prima che cada

Pioggia_primachecadaLa pioggia prima che cada di Jonathan Coe, 2007 Edizione Feltrinelli.

Il senso di necessità: è questo il tema che mi è rimasto dal romanzo. Come ci comunica il titolo, che ci prepara alla temporaneità, quasi precaria e in bilico, il testo espone la ricerca di un senso della vita che a volte non si trova, come se fossimo di fronte a un giocoliere che butta in alto i birilli e non sa se atterreranno ancora fra le sue mani. La protagonista vuole mettere ordine nella sua vita, vuole trovare una sequenza razionale alla successione degli eventi e degli episodi che sono avvenuti negli anni, ormai quasi finiti. L’autore trova il modo per farci vedere che la razionalità a volte è debole perché alcune situazioni avvengono per necessità, esiste un senso di necessità che va oltre la nostra logica e governa l’agire. I protagonisti del libro sono necessari e questo viene ribadito dall’io narrante. Anche noi, come loro, siamo necessari: ho ritrovato da poco questa chiave di lettura, dopo avere fatto trascorrere molti anni dalla scoperta di questo testo. Probabilmente anche questo era necessario.

Il cappello da prete: la zucca mantovana

Pesto_zuccaIl contesto. I tortelli di zucca sono stati la mia madeleine. Come diceva Marcel Proust esiste una memoria involontaria, o spontanea, che, sollecitata da una casuale sensazione, ci rituffa nel passato permettendoci di sentire con contemporaneità quel passato. Nei suoi scritti Proust sostiene che catturando il valore assoluto di un ricordo abbandonato, quindi non sollecitato volontariamente, possiamo vincere sul tempo, diventando capaci di recuperare quel tempo, azzerandolo, e andando così oltre la materia e la mortalità. La madeleine fu per lui lo strumento per ritrovare quel ricordo abbandonato cogliendo così l’occasione per elaborarlo, sentirlo, conoscerlo e, contemporaneamente, per conoscere una parte di sé, della propria essenza, fuori dal tempo.

Ho ritrovato un ricordo abbandonato l’anno scorso, proprio in questo periodo, grazie ai tortelli di zucca che preparai con la ricetta della mia cara nonna. Ci ho riprovato anche ieri e confesso che, con l’esperienza, la ricetta è diventata ancora più buona. Non sono riuscita a trovare altri ricordi abbandonati, quelli che mi tornano alla mente sono tutti volontari e lasciano spazio a un po’ di nostalgia e a tanta tenerezza. Mi piace però l’idea di potere evocare quei ricordi preparando un paio di ricette dedicate alla zucca (rigorosamente mantovana): il risotto alla zucca e i tortelli di zucca.