Tradizione

Il sapore dei tortelli di zucca

ZuccaFra poco sarà di nuovo tempo di zucca, ci pensavo proprio ieri. È arrivato il momento di provare a fare i tortelli come li faceva mia nonna; il trucco è solo uno: la zucca deve essere buona e non acquosa o fibrosa, una volta cotta si deve sciogliere come una purea. Non esiste la ricetta, si tratta di una tradizione tramandata oralmente e sperimentata sul campo, grazie a un costante affiancamento. L’anno scorso ci sono riuscita, ho preparato i tortelli e quando li ho assaggiati ho sentito il sapore di mia nonna. Era uguale, mi sono commossa. Non so come ho fatto, probabilmente è stata la concentrazione o il desiderio di provare ancora quell’emozione, ma quando li ho assaggiati e ho chiuso gli occhi mi sono sentita trasportare indietro. Avevo le lunghe trecce, ero alta poco più di un metro e salivo sul poggiapiedi per arrivare meglio alla tavola e simulare di aiutare mia nonna mentre tirava la sfoglia con il mattarello. Ho sorriso rivedendo quella bambina e ho capito che la cucina è come un ponte che ci conduce verso sapori che contengono ricordi da richiamare alla memoria quando sentiamo un po’ di nostalgia.

Accabadora

AccabadoraAccabadora di Michela Murgia, 2009 Einaudi Edizioni.

Lo stile è deciso e la scrittura, secca e diretta, sa arrivare a quel punto del sentire del lettore che rappresenta l’inizio, l’apertura di un varco attraverso il quale si fanno scivolare le emozioni. Se dovessi paragonare questo libro a qualcosa lo vedrei come una cascata, ho colto l’irruenza e la forza dell’acqua che scende a valle ma anche la sua freschezza e limpidezza, a tratti la sua purezza simile all’ingenuità dei bambini. La storia è coinvolgente e le protagoniste sono dipinte dall’autrice con un forte senso di realismo che consente di vivere la tradizione e i luoghi di un’antica Sardegna che forse, in qualche parte, esiste ancora.