“Non sei troppo grande per andare a un pigiama party?”
Questo è quello che ha detto la figlia di sette anni alla mia amica G. quando ha scoperto che la mamma non avrebbe dormito a casa. Forse è vero ma la voglia di stare insieme era tanta e alla fine nessuna di noi si è posta la domanda. S. ha una casa molto grande e accogliente, ha due splendidi figli e un marito che hanno deciso di lasciare spazio all’amicizia. Non ci vedevamo da mesi e avevamo voglia di stare insieme, questa è stata la molla, volevamo raccontarci, dirci di noi, come stiamo, cosa succede, quali sono i nostri sogni. Per questo abbiamo deciso di prenderci uno spazio, ci siamo incontrate sul finire del pomeriggio da S. e abbiamo riunito il gruppo con l’idea di stare insieme fino all’indomani. Parole, abbracci, risate e qualche lacrima di commozione, ricordi del passato e proiezioni sul futuro. Unite, ancora come un tempo, come quando eravamo al liceo e pensavamo che avere quarant’anni sarebbe stato un tempo lontanissimo. Invece ci siamo, è oggi e siamo ancora insieme. Per quanto riguarda i sogni, ne abbiamo ancora tanti e sentiamo che è possibile realizzarli. Siamo diverse ma ci conosciamo da sempre e sappiamo che cosa aspettarci dall’altra, ci vogliamo bene, ci comprendiamo e abbiamo capito che un sorriso può fare molto se l’altra deve affrontare un momento difficile.
Tornando a casa ho pensato ai legami, quelli profondi che sono radicati e che non è possibile sciogliere, neanche se si vive lontani, neanche se si percorrono cammini differenti o se si ha una famiglia di cui occuparsi. Il tempo passa, si vive la propria vita ma resta sempre un filo che ci lega con le persone care. Può essere un filo sottile, a volte invisibile ma c’è e ogni tanto ci riporta a trovarci anche fisicamente, insieme.
Pensare
I taxisti di Milano
Ho avuto modo di utilizzare il taxi tante volte in diverse parti del mondo: in grandi città metropolitane e in piccole località turistiche; in Europa, negli Stati Uniti, in America Latina e anche in oriente sia in Cina che in Giappone. A Milano mi capita spesso di usufruire del servizio, soprattutto d’inverno. Ho sempre pensato che i taxisti milanesi fossero i più gentili. Ho incontrato persone orientate al servizio e disponibili non solo a dare informazioni di supporto, ma anche ad aiutare una signora con la valigia pesante o ad aspettare qualche istante davanti al portone per verificare che una donna sola, di sera tardi, entri senza problemi. Negli ultimi giorni ho riscontrato che i nostri taxisti rappresentano anche la memoria di questa città, registrano i cambiamenti delle strade, la nascita di nuovi palazzi e nuovi locali e mantengono in loro il ricordo di come Milano muta la sua pelle. In alcuni casi registrano anche il cambio sociale e il passaggio delle epoche. La scorsa settimana, per esempio, sono salita in taxi, ho dato l’indirizzo e il taxista, pensando velocemente al percorso, mi ha detto: “sì, ho capito,è proprio vicino a dove abitava Craxi.” Immediatamente la mia mente è tornata indietro di trent’anni e in un istante mi sono vista bambina a sognare di una città fatta di luci e pubblicità, un tempo andato ma probabilmente necessario per fare di Milano ciò che è oggi. Grazie a tutti coloro che custodiscono i ricordi di questa città.