Pensare

Cattura qualche spunto per una riflessione

Glicine

GlicineMilano sa cambiare abito in base alle situazioni e alle occasioni. Mi piacciono i suoi contrasti nello stile che sceglie. Può indossare il vestito della città d’affari, caotica, grigia e piena di smog ma anche quello della primavera, piena di colori e di profumi. Ieri, ferma al semaforo, ho guardato accanto a me, in alto e ho scoperto un altro lato del suo stile. Ho apprezzato il glicine che prende il sole in una giornata in cui il cielo riesce a essere più vicino all’azzurro che ci immaginiamo. Ho cercato il significato racchiuso in questo fiore e ho scoperto che nella tradizione orientale simboleggia lo sviluppo della coscienza umana. La sua pianta si sviluppa con un movimento costante a spirale e può crescere molto velocemente quando trova il giusto habitat. Il suo modo di svilupparsi viene paragonato alla coscienza dell’uomo che si espande dal nucleo della propria interiorità per estendersi a influenzare il mondo esterno. Coscienza? Cambiamento? Grandi temi con cui confrontarsi. Un lavoro da fare su se stessi per potere dare agli altri l’attenzione di cui è capace una persona diventata migliore.

Non avevo mai visto un glicine così bello e ben sviluppato in pieno centro e ho ringraziato Milano del suo dono, sicura che già tanti sono in grado di apprezzarlo.

Piangere con un occhio solo

Piangere_occhio_soloNon conoscevo questo modo di dire e quando l’ho sentito ho avuto voglia di approfondire. È uscito a proposito del tempo, una ragazza in metropolitana parlava con un’amica e commentava la pioggia milanese dicendo che sperava in un fine settimana di sole. La sua era una richiesta semplice in fondo, diceva che era disposta a barattare un brutto tempo durante la settimana, perché tanto si sta chiusi in un ufficio, per un sabato e domenica di sole. Lo ha sottolineato dicendo che se piove durante la settimana si piange con un occhio solo. Ho cercato il significato di questo modo di dire e ho colto che intende invocare un dolore apparente, una situazione in cui si manifesta sofferenza in maniera fasulla. Poi ho pensato che non è umanamente possibile piangere con un solo occhio, e questo mi ha confortata perché mi ha restituito l’autenticità del sentimento. Mi piace credere che le persone rivelino i veri sentimenti e che abbiano il coraggio di mostrare gioia e dolore quando lo sentono, al di là delle apparenze.

Nell’immagine un dipinto di Salvador Dalì.