Quando si decide di fare qualche cosa è necessario avere la consapevolezza del tempo che si ha a disposizione. Viviamo una realtà nella quale non possiamo prescindere dalla dimensione tempo e spesso questo diventa un vincolo con cui fare i conti. Lo sa bene chi ha un’indole da perfezionista o chi tende a indugiare nella fase di analisi propedeutica a una decisione. Confesso che mi sono trovata spesso in simili situazioni e questa frase, che mi disse una persona molto saggia incontrata all’inizio della mia carriera professionale, la tengo cara e la rispolvero quando le lancette dell’orologio stanno per andare oltre il tempo concesso per dare una risposta o per prendere una decisione. Non è detto che il vincolo ci sia posto dall’esterno, a volte potrebbe non esserci nessuno ad imporre una scadenza. Questi sono i casi più difficili, in cui tocca a noi stare dentro a dei limiti perché altrimenti si rischia di perdere quello che può accadere dopo la nostra decisione.
Pensare
Specchiarsi nell’altro
Sono incappata in una citazione che mi ha fatto riflettere.
Tutto ciò che ci irrita negli altri può portarci a capire noi stessi.
L’ha detto Carl Gustav Jung e, personalmente, l’ho sperimentato. Una frase detta da una persona su un tema qualsiasi ci infiamma, ci porta a sentire l’ira e il desiderio di dire no, non si fa così, ti sbagli. E non si tratta di avere differenti opinioni, è cosa diversa. Si tratta di un atteggiamento: l’essere in ritardo (o anticipo) cronico a un appuntamento; l’ordine o il disordine che caratterizza una persona; la serietà con cui affronta un argomento o un compito; e altro ancora. Atteggiamenti, modi di prendere la vita e di reagire alle situazioni che sono, apparentemente, distanti da noi e ci possono irritare. Questo senso di fastidio nasce da una sorta di risonanza che ci fa entrare in contatto con l’altro e ci spinge a guardarci come se fossimo allo specchio. Se cogliamo lo spunto, ascoltiamo quel fastidio, lo analizziamo fino in fondo, possiamo capire qualcosa in più di noi. L’opportunità che ci si presenta è di fare un passo in più nella scoperta di quei meandri nascosti dentro di noi che fatichiamo a svelare ma che servono per crescere.
Nell’immagine: Decalcomania di René Magritte, 1966