Luoghi

Frigoriferi Milanesi

FrigoriferiHo avuto l’occasione di passeggiare negli spazi dei Frigoriferi Milanesi. Era sera e i locali erano vuoti. Chi mi ha accompagnato mi guidava alla scoperta delle storie che possono raccontare quegli spazi. Prima al buio, dove ho visto le ombre alimentate dai giochi delle luci che filtravano dai vetri. Poi con la torcia dove ho visto l’inquadratura della maniglia di una porta che faceva l’inchino come se fosse su un palco. Alla fine la luce; la stanza illuminata senza più veli sotto cui nascondersi. A quel punto sono uscita e mi hanno accompagnato verso una scala e lì ho incontrato tante parole.

1Un’installazione di parole che si arrampicavano verso il soffitto e non ho mai avuto così tanta voglia di salire, su fino in alto per leggere e sentire quelle parole: percorso, speranza, attesa, mutare, amicizia, ricerca. Tutte in fila, l’una dopo l’altra come a dovermi raccontare una storia, la mia, quella che ho scelto.  Così ora avrò un’immagine da tenere con me e sarà fatta di parole che hanno preso forma e sono diventate vive.

L’esperienza che ho raccontato è stata fatta nell’ambito di uno dei laboratori artistici organizzati dai Frigoriferi Milanesi.

 

 

Il paese dietro a Porta Venezia

Casa_GalimbertiNell’area tratteggiata dalle vie che si trovano dietro a Corso Buones Aires e a viale Piave c’è un piccolo mondo da scoprire. Negli ultimi tempi sono stati fatti dei lavori per ristrutturare il manto stradale e la pedonalità dei marciapiedi e questo ha reso ancora più bella la passeggiata che si può godere in questa zona. Si può partire da via Spallanzani e svoltare a destra per via Melzo per poi proseguire, svoltando ancora a destra nel primo incrocio, in via Malpighi. Lì si viene accolti da una delle più importanti costruzioni del Liberty milanese: Casa Galimberti. Ci si guarda intorno e si apprezzano le vetrine di negozi semplici e artigianali come quello di un restauratore, o del calzolaio. Ci sono il fruttivendolo e il barbiere di una volta accanto a una caffetteria in cui fermarsi a leggere il giornale e al negozio che offre una selezione di the. E poi la farmacia, il panettiere, il pellettiere e il ferramenta. Il tutto trasporta il visitatore in una dimensione tipica del paese, di quei comuni abitati da poche migliaia di persone dove il centro è l’occasione per salutare chi si conosce, per fermarsi a fare due parole con il sacchetto della spesa nel cestino della bicicletta. In queste strade il giornalaio ti chiama per nome, dopo qualche volta che ci sei stato, e la gente ha meno fretta, si prende del tempo per guardare in faccia il prossimo e per regalargli un sorriso. Poi si volta l’angolo e ci si infila in metropolitana e tutto è come al solito: la gente guarda in basso e corre per entrare nel vagone prima che le porte si chiudano.

Nell’immagine un particolare di Casa Galimberti.