Autore: Ratatuia Metropolitana

La Milanesiana

MilanesianaIl 23 giugno inizia la tradizionale rassegna, arrivata al quindicesimo anno, che accompagna l’inizio dell’estate milanese. Più di due settimane di festival con un programma ricco di ospiti prestigiosi e di eventi gratuiti sparsi per la città. Il tema che verrà esplorato quest’anno è: FORTUNA E DESTINO. Riprendo l’estratto di un’intervista a Elisabetta Sgarbi (apparsa su Repubblica del 21 giugno 2014), ideatrice e direttrice dell’evento, che descrive il tema:

“…Mi rendo conto di scegliere spesso temi che indicano una dimensione che l’uomo non controlla, possiamo chiamarla: Assoluto, Invisibile, Fortuna. Sento molto questo limite: nonostante un moto continuo e un continuo progettare, c’è qualcos’altro che ha potere su di noi.”

La promessa è di esplorare questo qualcosa di superiore attraverso l’ascolto di autori, filosofi, pensatori e tanti ospiti che potranno dare il loro punto di vista a chi saprà cogliere lo spunto per una riflessione. Io inizio osservando il simbolo dell’iniziativa: una rosa disegnata da Franco Battiato in occasione della prima edizione; quest’anno al centro troviamo il cielo con la mappa delle costellazioni proposta come omaggio al tema della fortuna.

Synecdoche, New York: vivere o lasciarsi vivere?

SyneddocheQuesto film, scritto e diretto da Charlie Kaufman, è del 2008 ma in Italia è uscito solo questa settimana per motivi sembra legati ai diritti. Forse l’avere aspettato è un bene perché si tratta di un film molto complesso e ricchissimo di spunti e di messaggi difficili da comprendere anche oggi. Ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte all’opera di un’artista molto innovativo che, essendo più avanti rispetto al tempo in cui vive, difficilmente riesce a trasferire ciò che desidera ad un pubblico che spesso è un passo indietro. Il regista ci mostra un mondo surreale in cui molto di quello che vediamo vive solo nella mente del protagonista che è un regista a sua volta e si chiama Caden Cotard. Nella mente di Caden albergano tante paure, quelle dell’uomo di oggi: paura dei propri sentimenti, della solitudine, di agire, del tempo che passa, della morte. Il rischio è che queste paure prendano il sopravvento e lascino l’uomo atterrito impedendogli di vivere fino in fondo ciò che invece c’è di buono in ogni giorno. Questo è il messaggio che ho colto io ma sono sicura che ognuno potrà cogliere il suo.

Il film è bello ma può essere angosciante, da vedere in uno stato emotivo stabile.