Passo spesso per via Cappuccini. La percorro in bicicletta più volte alla settimana, mi piace passare per piazza Duse, girare a sinistra e poi subito a destra e ancora a destra per arrivare in corso Venezia. In quel percorso guardo in alto e ammiro i palazzi di una Milano ottocentesca. Il passaggio davanti al giardino di villa Invernizzi è un’abitudine e confesso che con un gesto meccanico, senza rallentare, guardo attraverso il cancello per controllare se sia vera la storia che raccontano sui fenicotteri rosa. Fino ad oggi non li avevo mai visti e nel tempo ho pensato spesso che fosse un’invenzione. Ho immaginato a una leggenda costruita per i bambini ma nel pomeriggio ho dovuto ricredermi. Passavo in bicicletta, ho fatto il solito gesto meccanico e i miei occhi hanno colto qualcosa di diverso. L’elaborazione è stata ritardata tanto che, già in via Serbelloni, ho inchiodato e sono tornata indietro. Allora li ho visti, nel loro splendore valorizzato dalla calma e dalla tranquillità in cui si muovono, in un giardino ben curato che fa venire voglia di entrare per perdersi. Avrei voluto essere così sottile da passare tra le maglie del cancello di ferro per andare a sedermi sotto a uno degli alberi secolari, avrei atteso, sicura che in quel luogo il tempo perde di significato.
Luoghi
L’Isola
Pare che il nome sia stato attribuito alla zona a seguito della costruzione della ferrovia, l’attuale stazione di Porta Garibaldi, che ha interrotto il collegamento tra Corso Como e via Borsieri. Nel tempo l’identità di quest’area si è consolidata arrivando a segnare una netta distanza dal resto della città. Questa è la sensazione che provo ogni volta che passeggio per le vie dell’Isola: mi sento altrove, in un piccolo paese fatto di locali spensierati, negozi originali, ristoranti romantici. Le vie sono tranquille ed è molto piacevole passeggiare a piedi; il traffico sembra non varcare il confine come se tutto fosse a misura di bicicletta. Durante alcune serate estive, verso fine luglio come adesso, quando molti milanesi lasciano la città per raggiungere le località di vacanza, il silenzio regna sovrano tra le strade di questo quartiere. Tutto sembra ovattato, anche i ragazzi seduti nei dehors dei locali bisbigliano anziché gridare e i camerieri gestiscono piatti e bicchieri con grazia come se li dovessero posare sulle piume anziché sul tavolo di legno. Si può restare seduti ad ascoltare la brezza che accarezza il viso, si chiudono gli occhi e si ha la sensazione di essere su un’isola in mezzo al mare.