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Parentesi

ParentesiUn’insegna azzurra ha attirato la mia attenzione nelle scorse settimane. Ho visto quel colore vivo e rassicurante che illuminava la strada di sera, mi sono fermata a leggere e il nome diceva: parentesi. Ho guardato l’ingresso e ho letto un meraviglioso menù appeso al vetro. Così ho deciso di provare. L’atmosfera è accogliente e il personale è gentile e coccola l’ospite proprio come se quei due segni della parentesi fossero un abbraccio. Il cibo è ottimo, la composizione del menù denota la ricerca di abbinamenti tra ingredienti che, pur essendo semplici e tradizionali, non sempre s’incontrano. Così nasce ad esempio lo sposalizio fra il formaggio di capra e la granella di nocciole o fra il confit di pere e il peperoncino. Ho apprezzato anche la citazione di un piatto classico come la carbonara che qui viene reinterpretata con il rispetto di chi vuole rendere contemporaneo un gusto antico sapendo preservare la tradizione.

L’immagine è stata presa dal website del Ristorante.

Il paese dietro a Porta Venezia

Casa_GalimbertiNell’area tratteggiata dalle vie che si trovano dietro a Corso Buones Aires e a viale Piave c’è un piccolo mondo da scoprire. Negli ultimi tempi sono stati fatti dei lavori per ristrutturare il manto stradale e la pedonalità dei marciapiedi e questo ha reso ancora più bella la passeggiata che si può godere in questa zona. Si può partire da via Spallanzani e svoltare a destra per via Melzo per poi proseguire, svoltando ancora a destra nel primo incrocio, in via Malpighi. Lì si viene accolti da una delle più importanti costruzioni del Liberty milanese: Casa Galimberti. Ci si guarda intorno e si apprezzano le vetrine di negozi semplici e artigianali come quello di un restauratore, o del calzolaio. Ci sono il fruttivendolo e il barbiere di una volta accanto a una caffetteria in cui fermarsi a leggere il giornale e al negozio che offre una selezione di the. E poi la farmacia, il panettiere, il pellettiere e il ferramenta. Il tutto trasporta il visitatore in una dimensione tipica del paese, di quei comuni abitati da poche migliaia di persone dove il centro è l’occasione per salutare chi si conosce, per fermarsi a fare due parole con il sacchetto della spesa nel cestino della bicicletta. In queste strade il giornalaio ti chiama per nome, dopo qualche volta che ci sei stato, e la gente ha meno fretta, si prende del tempo per guardare in faccia il prossimo e per regalargli un sorriso. Poi si volta l’angolo e ci si infila in metropolitana e tutto è come al solito: la gente guarda in basso e corre per entrare nel vagone prima che le porte si chiudano.

Nell’immagine un particolare di Casa Galimberti.