Autore: Ratatuia Metropolitana

Cortili

IMG_3462Trovo che uno degli aspetti più misteriosi di Milano siano i cortili dei palazzi. Solitamente vengono nascosti gelosamente dietro a portoni di legno che segnano il passo dei pedoni sui marciapiedi. Ci sono però dei momenti, in genere la mattina presto, in cui i portinai decidono di condividere anche con gli altri il piacere di quei luoghi interni. È come se si fossero messi d’accordo, c’è un orario fra le otto e mezzogiorno in cui ogni custode decide di lasciare aperto il grande portone e se capita di passare lì davanti si può godere di una meravigliosa vista. Una mattina di agosto, quando la città è ormai vuota e non c’è quasi più nessuno che entra ed esce dalle abitazioni, ho passeggiato per vedere che cosa ci fosse al di là, quale fosse il gioiello a cui ogni custode fa la guardia. Insieme all’architettura, nella maggior parte dei casi ricca di elementi tipici dei primi del novecento, mi hanno incantata gli eleganti cancelli in ferro battuto e il verde rigoglioso che avvolge gli androni e arricchisce il panorama di coloro che abitano e guardano dalle finestre interne.

I cancelli sono ricchi d’intarsi, non ce n’è uno uguale all’altro, sono il frutto di un lavoro artigianale fatto con dovizia e passione. Non sono un segno di sbarramento ma hanno più l’intento di essere un ornamento, di volere proteggere con grazia la vita privata di chi vi abita.

Il verde è ricco e denota la cura di chi se ne occupa. È una sorta di regalo per chi torna da una giornata nel traffico e merita di rallentare, di ritrovare un contatto con la natura seppure per poco, in modo quasi distratto. Il verde è lì, pronto per essere apprezzato da chi lo desidera e ne ha bisogno.

Nella valigia

NellaValigiaAgosto è un momento di pausa, un’abitudine tipicamente italiana in grado di lasciare stupiti gli stranieri, abituati a prendersi vacanze in ogni mese dell’anno o a non farle per niente. Noi invece abbiamo un momento di stop, tutti insieme. Si chiude la saracinesca del negozio, il cancello della fabbrica e la porta dell’ufficio. Il computer viene spento e si parte. Il viaggio può essere per ogni luogo, c’è chi va altrove e chi resta in zona ma ciò che importa è staccare. Da cosa dobbiamo staccare? Io credo che sia necessario uscire dalla quotidianità di una vita frenetica, che mette le persone alla prova e crea pressioni. Durante l’anno sono pochi i momenti in cui ci si può concedere il lusso di avere tempo per fare altro, tempo per vedere qualche cosa di diverso e ascoltare il mondo, e anche se stessi. La pausa estiva è un buon momento per guardare altrove, per questo consiglio di portare nella valigia qualche pensiero. Una sorta di promemoria che ci ricordi di riflettere su alcune cose perché è adesso che abbiamo il tempo. Progetti futuri, esame di quello che abbiamo fatto, risultati raggiunti e nuovi obiettivi. Questa è una parte della mia lista e non c’è bisogno di andare lontano per esaminarla, può accadere anche in città, all’ombra di un albero seduti su una panchina. La cosa più importante è approfittare del tempo che ci viene dato. BUONE VACANZE!